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30 anni di Slow food manifesto

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by | Dicembre 8, 2019 · 10:48 am

30 Anni di Slow Food manifesto

Il 10 dicembre 1989 delegati da ogni parte del mondo sottoscrivono all’Opéra Comique di Parigi

il Manifesto dello Slow Food

e danno ufficialmente vita all’attività internazionale

del nostro movimento.

Per celebrare questa importante ricorrenza, la Campagna “30 Years of the Slow Food Manifesto – Our Food, Our Planet, Our Future” coinvolge i nodi della rete Slow Food che in tutto il mondo organizzano eventi per raccontare il grande lavoro fatto e raccogliere fondi per proseguire e moltiplicare i progetti di educazione alimentare, tutela e rafforzamento della biodiversità e sostegno ai produttori di piccola scala.

Se infatti il movimento internazionale di Slow Food nasceva 30 anni fa intorno al diritto al piacere e al valore culturale delle “cucine locali” come alternativa agli stili di vita frenetici delle società moderne (la c.d. Fast-life citata nel Manifesto), la sua evoluzione ha portato l’associazione della Chiocciola a diventare uno dei principali attori (ma l’unico ad agire attraverso il cibo) impegnato a evitare l’estinzione di migliaia di razze animali e specie vegetali.

Attraverso migliaia di Condotte e Comunità locali, Slow Food influisce in 160 Paesi su tematiche e politiche alimentari promuovendo un cibo buono, pulito e giusto per tutti: in questi 30 anni abbiamo censito oltre 5000 prodotti grazie all’Arca del Gusto, salvandone dall’estinzione ben 577 con i Presìdi, abbiamo creato 3213 Orti in Africa, istituito 68 Mercati della Terra e soprattutto abbiamo realizzato migliaia di interventi a livello
locale.

Traguardi sicuramente importanti ma non ancora sufficienti per il futuro del cibo e del pianeta. Se la tutela della biodiversità è sempre più l’elemento chiave per contrastare il progressivo collasso degli ecosistemi e la crisi climatica, tutta la rete di Slow Food è nuovamente chiamata in causa con questa campagna a fare la sua parte per promuoverla: più progetti per la biodiversità devono essere sviluppati, più cibi che rispettino l’ambiente e l’uomo devono essere prodotti per guardare con speranza al domani.

Le celebrazioni dei 30 anni dalla firma del Manifesto sono quindi l’occasione ideale per festeggiare l’impegno finora profuso e l’opportunità di rilanciare su quanto è ancora necessario fare. “30 Years of the Slow Food Manifesto – Our Food, Our Planet, Our Future” nasce per unire tutte le forze di Slow Food e passare nuovamente all’azione: per garantire un futuro al cibo, tema cardine del prossimo Terra Madre 2020, è più che mai indispensabile impegnarsi oggi nel promuovere la biodiversità, soluzione fra le più vincenti per rispondere alle crisi ambientali e climatiche che affliggono il pianeta.

Con il sostanziale contributo di ogni nodo e attore della sua rete, questa campagna vuole aiutare Slow Food a realizzare i suoi obiettivi nel 2020:

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Slow Wine 2020. Una grande sete di cultura che non può fermarsi al bicchiere, ma che deve andare oltre la bottiglia, per conoscere persone e territori.

Sabato pomeriggio 12 novembre alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme si è tenuta la più grande degustazione di vino dell’anno con 600 cantine recensite in guida e oltre mille etichette. Una grande sete di cultura sul mondo del vino e un lavoro di approfondimento che non può fermarsi al bicchiere, ma che deve andare oltre la bottiglia, per conoscere persone e territori.

È stato questo il quadro sul mondo della formazione dedicata al vino delineato oggi a Montecatini Terme, durante il convegno di presentazione di Slow Wine 2020, Sapere di vino: percorsi di formazione per professionisti e consumatori. «Nonostante Slow Food abbia oltre 30 anni di esperienza nel mondo del vino e della formazione, prima con i Master of Food e più recentemente con le proposte accademiche dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e la guida Slow Wine con il suo approccio abbia compiuto 10 anni, c’è ancora tanto lavoro da fare. Da un lato con i professionisti che hanno un continuo bisogno di aggiornamento, visti anche i ciclici cambiamenti registrati nella produzione del vino, in vigna e cantina, e nella relativa comunicazione. Dall’altro sul fronte dei consumatori finali, che vogliono capire quali siano le differenze tra un’agricoltura e un’enologia di alta qualità, comparate a vini di scarso pregio che non fanno bene né all’economia né alla natura. E anche in questo caso i professionisti possono giocare un ruolo fondamentale nel trasmettere le loro conoscenze a un pubblico più ampio» hanno sintetizzato i curatori della guida Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni.

Slow Wine 2020: i riconoscimenti alle cantine
Da 10 anni Slow Wine è l’unica guida a visitare tutte le 1967 aziende recensite, per raccontare al meglio la vita, le vigne e i vini dei migliori produttori italiani
212 chiocciole, le cantine che interpretano i valori in sintonia con Slow Food
190 bottiglie, i produttori che sanno esprimere un’ottima qualità per ogni vino presentato
95 monete, le realtà che garantiscono un buon rapporto tra la qualità e il prezzo
25.000 i vini assaggiati da oltre 250 collaboratori in tutta Italia
858 aziende che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini ai singoli clienti che si presentano in cantina con l’edizione cartacea di Slow Wine 2020
271 cantine recensite che garantiscono ristoro nella stessa sede o nelle immediate vicinanze, e 449 che offrono possibilità di alloggio
128 locali in tutta Italia dove acquistare o bere una buona bottiglia


Slow Wine 2020: i riconoscimenti alle singole etichette

212 Grande Vino, bottiglia eccellente sotto il profilo organolettico
231 Vino Quotidiano, bottiglia eccellente sotto il profilo organolettico che costa fino a 10 € in enoteca
305 Vino Slow, bottiglia che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente.
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Un ringraziamento particolare a tutto il Gruppo Vino di Slow Food Umbria che anche in questa edizione ha svolto il proprio ruolo con competenza e dedizione. Di seguito le parole della redazione a testimonianza del loro prezioso lavoro:
“La metodologia di lavoro messa in campo dal gruppo di Slow Wine, con le visite nelle cantine e il contatto diretto con l’universo produttivo regionale, ha variato inevitabilmente un quadro semplicistico e fin troppo monotono, per quanto il Sagrantino rimanga il vino umbro per eccellenza. Da tale indagine è emerso un paesaggio produttivo complesso e variegato, nel quale si è potuto apprezzare il carattere originale della viticoltura regionale così legato al contesto culturale agricolo, che è uno degli aspetti più affascinanti dell’Umbria” (Slow Wine, redazione)

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