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Transameria, “Progetto, passione e perseveranza” per dare sapore al Festival La Palomba

Il progetto giusto, la passione che anima e la perseveranza necessaria a portare avanti un sogno per il bene del territorio”. Queste le “3 P” indicate da Walter Nilo Ciucci di Transameria Slow Food Travel domenica 21 dicembre nella Sala Affrescata del Comune di Todi – che con Slow Food ha sottoscritto un protocollo d’intesa come ricordato dal vicesindaco Claudio Ranchicchio – in occasione dell’annunciata giornata dedicata ai sapori identitari della zona tuderte e amerina nel corso della quale sono state gettate le basi per il Festival La Palomba destinato a crescere.

Forti di una tradizione che risale addirittura al 1322, la volontà è quella di “mettere a sistema e andare avanti per innescare novità”. Ha parlato di “Transameria” come “un progetto corale, interdisciplinare e in evoluzione”, Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia. “Un progetto – ha detto – che aggrega la difesa del territorio e il turismo esperienziale che passa dallo stratagemma del cibo che crea relazioni”. “La biodiversità come ricchezza e cultura di pace – ha anticipato – sarà anche il tema centrale di Terra Madre Salone del Gusto 2026

Una forma di resistenza all’abbandono. Stiamo componendo un grande Atlante della Biodiversità, composto da diciotto almanacchi che sarà presentato nella 16esima edizione, diffusa e celebrativa, dal momento che si svolge nel 40esimo compleanno di Slow Food Italia. Lo stesso Mercato della Terra è emblema di questo progetto sociale. Fondamentale il confronto tra produttori e consumatore. Occorre lavorare sulle radici e sulla capacità di investire. In Umbria, a mio avviso, si è lavorato troppo su un’agricoltura che non si sposa realmente con l’identità territoriale”.

Da parte nostra – ha sottolineato Alessandra Cannistrà, presidente di Slow Food Umbria – c’è la volontà di aiutare la politica, nel senso migliore del termine, attraverso le esperienze migliori del territorio come Transameria, un’occasione di partecipazione importante non solo per chi la vive al di dentro come associazione. Slow Food ha compreso perfettamente come dal paesaggio possano venire progetti come l’Arca dei Sapori e i Presìdi e prodotti agricoli da tutelare, frutto di una tradizione e simbolo di un’identità”. 

La progettualità di Slow Food Media Valle del Tevere è orientata all’elaborazione di una strategia per pianificare il prossimo ingresso delle tipicità locali come la Palomba alla ghiotta e il Piccionaccio all’Amerina tra i prodotti dell’Arca, anche in vista di Terra Madre 2026. Il viaggio tra sapori e racconti intercetta sulla propria rotta anche i dolci della tradizione natalizia tuderte e amerina come il Pannociato di Todi – solitamente arricchito da noci, uvetta, pecorino, vino e chiodi di garofano – e la Nociata di Massa Martana, che unisce miele dorato, noci croccanti e soffice albume d’uovo.

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Cibo, relazioni e turismo lento. Anche Slow Food in cammino con “Amerina Bike Route”

 “Slow Food si occupa di cibo a 360 gradi e il cibo diventa uno strumento anche per costruire relazioni fra le persone. Lo ha fatto storicamente e lo fa sempre, anche nell’occasione in cui i locali incontrano i turisti. Il turismo diventa l’occasione per condividere non solo una tavola e una storia, per mettere insieme persone che magari non si sarebbero mai incontrate. Tra le tante cose che possono scambiarsi c’è la loro esperienza personale che è qualcosa di assolutamente autentico e riproducibile”.

Lo ha sottolineato Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food in occasione della presentazione, tenutasi mercoledì 17 dicembre nella Sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, di “Amerina Bike Route”, percorso cicloturistico che unisce cinque comuni – Todi (capofila), Amelia, Avigliano Umbro, Montecastrilli e Penna in Teverina – lungo il tratto umbro della storica Via Amerina. Dopo l’assegnazione del finanziamento di 80.000 euro messi a disposizione del bando nazionale “Bici in Comune”, promosso da Sport e Salute e Anci, il progetto che avrà la durata di due anni, entra così nella sua fase operativa.

Obiettivi: qualificare, valorizzare e promuovere il tracciato integrandolo con le grandi dorsali ciclabili nazionali ed europee (Italia Coast to Coast, Ciclovia del Sole / Eurovelo 7). Al contempo i cinque Comuni intendono ideare una rete di percorsi quotidiani tra scuole, lavoro e aree sportive per coinvolgere popolazione e territorio, creare una cultura dell’accoglienza ciclo e cicloturistica e avviando un percorso volto a migliorare l’accessibilità.

All’interno di una strategia regionale che sempre di più punta su turismo outdoor, reti dei cammini e turismo lento, facendo del Cuore Verde d’Italia un punto di riferimento nazionale del trekking ed ora anche per l’e-bike, la “Chiocciola arancione” si è già messa in cammino. Esiste, infatti, da quasi cinque anni il progetto Slow Food Travel “Transameria”, un percorso che unisce Amelia e Todi che non è soltanto un itinerario, ma è un modo per mettere insieme turisti e comunità locale attraverso il cibo e attraverso tante altre esperienze, in questo caso anche attraverso le due ruote della bici.

Questo tipo di turismo – ha sottolineato il vicepresidente di Slow Food – probabilmente non è una novità, ma è una grande opportunità per un territorio che per certi aspetti sembra essere rimasto un po’ indietro. Una condizione che oggi diventa forse una grande fortuna per fare un’analisi di ciò che è stato fatto di buono e di ciò che si può ancora salvare, anche da un turismo di massa eccessivo. E su questo, evidentemente, costruire anche delle strategie future che tengano conto sia delle emergenze ambientali, sia del turista e dell’esperienza che porta, ma soprattutto delle esigenze dei locali”.

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In viaggio con “Transameria” tra sapori, racconti e dolci della tradizione della Media Valle del Tevere

Nell’ambito del progetto “Transameria”, a pochi giorni da Natale, Slow Food Media Valle del Tevere in collaborazione con il Mercato della Terra e Slow Food Umbria e con il patrocinio del Comune di Todi invita a trascorrere piacevoli momenti all’insegna della cultura gastronomica e delle tradizioni locali. Domenica 21 dicembre, a partire dalle 10.30, la Sala Affrescata del Comune di Todi, fa da cornice, infatti, alla conferenza “Transameria presenta Festival La Palomba. In viaggio tra sapori e racconti”.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del primo cittadino, Antonino Ruggiano, e del vicesindaco Claudio Ranchicchio. Seguiranno gli interventi di Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia (“Transameria: un progetto in evoluzione”), Alessandra Cannistrà, presidente regionale di Slow Food Umbria e Walter Nilo Ciucci di Transameria Slow Food Travel (“Il Festival: da un antico tracciato a un piatto identitario”.

Previsti, inoltre, i contributi di Renata Covi, giornalista di About Umbria, e di Maurizio Todini, scrittore. La mattinata, moderata da Ugo Mancusi, direttore marketing di About Umbria, si concluderà alle 12.45 con un assaggio del crostone con ghiotta, preparato dal Ristorante “Pane & Vino”, la cui cuoca Loredana Angelantoni è nell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food, accompagnato dai vini della Cantina Sobrano di Todi. 

Dedicata a “I dolci dei nostri territori: tra curiosità e tradizione” la conferenza del pomeriggio, in programma, sempre alla Sala Affrescata del Comune, alle 15.30. Dopo l’introduzione di Walter Nilo Ciucci, interverranno Rita Boini, giornalista e autrice de “I Dolci della Media Valle del Tevere” che presenterà una ricerca dedicata al Pannociato di Todi, Francesco Campagnani, storico e archivista, che focalizzerà il suo intervento su “La Nociata di Massa Martana: dal 1600 ai giorni nostri”, il racconto dell’unico torrone umbro e dolce natalizio di Transameria, e ancora Mauro Passagrilli, panettiere-pasticcere, che illustrerà “Il Pannociato di Todi dal 1927: versione salata e dolce”.

A seguire, immancabile, la degustazione di Pannociato a cura del Forno Passagrilli. Alle 13, tra le due conferenze, è previsto anche un pranzo con posti limitati al Ristorante “Pane & Vino” che negli storici locali di Via Augusto Ciuffelli 33 propone una cucina strettamente territoriale e a chilometro zero. In collaborazione con la Comunità Slow Food di Cuoche Cuochi e Gastronomi Popolari del Perugino si apparecchierà la tavola per “Una domenica bestiale. Il pranzo delle feste” con un menù ispirato alla tradizione tuderte.

Nel piatto, come antipasto, due Presìdi Slow Food come la Lumachella Orvietana e la Fava Cottora di Collicello, ma anche animelle. Per primo cappelletti in brodo delle feste, realizzati manualmente dalla Condotta Slow Food di Perugia, come secondi friccò eugubino con verdure e torta al testo con farine dell’Azienda Agricola “Valle Arnata”. Dulcis in fundo, il budino di panna alle castagne di Santa Restituta. Il tutto accompagnato da vini del territorio. Il costo di partecipazione è di 35 euro per soci Slow Food, 40 per tutti coloro che aspirano ad esserlo. Prenotazioni obbligatorie entro mercoledì 17 dicembre ai numeri telefonici 075.8945448 e 333.7877374.

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