“Trekking delle Castagne” intorno a Trevi. Natura, tradizione e gusto con il sostegno di Slow Food

Si rinnova domenica 25 ottobre a Trevi l’appuntamento con il Trekking delle Castagne, giunto alla quarta edizione e inserito nella cornice della manifestazione “Castagnata e Antichi Sapori“. L’iniziativa celebra la tutela delle produzioni locali e della biodiversità del territorio, principi promossi e difesi da Slow Food Trevi, tra i sostenitori dell’evento. L’escursione, accessibile e priva di particolari difficoltà tecniche, condurrà i partecipanti alla scoperta delle colline di Manciano, frazione di Trevi, rinomate per i loro castagneti e uliveti. 

Qui, infatti, nasce la pregiata Castagna di Manciano, frutto unico per le sue dimensioni raccolte e per il gusto particolarmente intenso. Nel pieno rispetto della filosofia Slow Food, che promuove il cibo buono, pulito e giusto e la salvaguardia delle eccellenze territoriali i partecipanti potranno degustare le castagne preparate secondo le antiche ricette tradizionali direttamente sul luogo di produzione. Al termine del trekking, a tutti gli iscritti verrà consegnato un buono sconto del 10% da utilizzare in piazza per l’acquisto del Sedano Nero di Trevi presso l’Azienda Agricola Bartolomei.

Sconto del 10% anche per gli stand enogastronomici della Pro Trevi. Un’attenzione speciale è riservata ai soci Slow Food, ai quali è dedicata una tariffa agevolata di partecipazione pari a 9 euro, anziché 10, così come ai soci Avis, Pro Trevi e Amici Polo Culturale Trevi. L’appuntamento è alle 8 a Villa Fabri per le iscrizioni. Per chi si è già iscritto online, il ritrovo diretto è a Manciano, nei pressi della Chiesa di San Salvatore, entro le 9.15. Alle 9.30 la partenza per un percorso ad anello di circa 8 chilometri (dislivello di circa 350 metri) e una durata stimata di tre ore. 

Lungo il cammino si ammireranno chiese romaniche, antichi fontanili, i castagneti e la flora locale utilizzata anche dalla distilleria artigianale di montagna visibile lungo il tracciato. Intorno alle 12.30 l’escursione si concluderà con un assaggio delle castagne calde prima di fare rientro in piazza, a Trevi, per il pranzo e le degustazioni dei prodotti tipici. I primi cento iscritti verranno omaggiati di un pacco contenente le castagne locali. Raccomandati abbigliamento a strati, scarpe da trekking o con suola scolpita, giacca antivento/antipioggia e acqua. Cani al guinzaglio corto e non estensibile.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
339.8978116 – info@experiorqualia.com

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40 serate in tre mesi e il Passaporto del Gastronauta per il secondo Festival della Palomba nella terra di Transameria

Quando l’aria inizia a farsi più frizzante, i boschi di lecci indossano abiti d’autunno. E la cucina profuma di sapori e ricordi. Il cambio di stagione rinnova il rito di preparare piatti tradizionali. Complessi, elaborati e ricchi di sfumature. E, al tempo stesso, semplici e fortemente identitari del territorio tuderte-amerino. Cucinare la Palomba alla Ghiotta (“alla Tuderte”) o il Piccionaccio alla Leccarda (“all’Amerina”) implica gestualità che affondano le loro radici nei secoli passati e di cui si conserva traccia fin dal ‘600 nell’Archivio Storico Comunale di Todi.

Un sapere tramandato tra generazioni che “racconta chi siamo e da dove veniamo”. E che, grazie alle Condotte Slow Food Media Valle del Tevere e Terre dell’Umbria Meridionale, in collaborazione con Slow Food Umbria e tredici ristoranti ed osterie del territorio, e con il patrocinio di Regione Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria, Comune di Todi e Comune di Amelia si rinnova insieme all’invito a riscoprire ogni aroma che si sprigiona dalla cottura lenta, evocando i racconti dei nonni, le sere d’inverno trascorse intorno al fuoco e la gratitudine per i frutti della terra e dei boschi. 

Gli appuntamenti itineranti con la seconda edizione de “Il Festival della Palomba – Rassegna enogastronomica nella terra di Transameria” organizzata dal Comune di Todi, con il prezioso supporto di Walter Nilo Ciucci, prenderanno il via mercoledì 14 ottobre – Festa di San Fortunato – e andranno avanti fino a domenica 31 gennaio come un abbraccio collettivo a una cultura antica, che merita di essere preservata e condivisa con amore. La manifestazione si caratterizza per un cartellone di serate nelle quali i locali proporranno menù personalizzati con il piatto principe e varianti più o meno conosciute, tra antica tradizione e qualche proposta più innovativa.

“L’iniziativa – afferma Claudio Ranchicchio, vicesindaco del Comune di Todi – vuole essere il riconoscimento di una cultura alimentare antica, che merita di essere preservata e condivisa, anche in termini di attrattiva turistica, dando ai visitatori l’occasione per sedersi insieme a tavola, rallentare il tempo e lasciarsi avvolgere dai sapori autentici dell’Umbria“. Poche le regole per chi sceglierà di apparecchiare la tavola. Ovvero: utilizzo di prodotti del territorio di Transameria (materie prime, olio, vino), indicazione di provenienza nel menù (dicitura a fianco della preparazione), utilizzo dei dolci di Transameria nei menù, menù promozionale al costo di 35 euro, comprensivo di bevande, ed ampia possibilità di rivisitazione.

Ad arricchire la proposta anche la consegna di un Passaporto del Gastronauta, novità di quest’anno da ritirare presso l’Ufficio Turistico di Todi, nel quale i clienti dovranno farsi timbrare dal ristorante la partecipazione alla cena, al fine di poter premiare al termine della rassegna colui o coloro che avranno preso parte al maggior numero di conviviali. Oltre quaranta le occasioni nelle quali mettersi a tavola nei ristoranti aderenti e “votare” la ricetta più buona, rinnovando un dibattito che va avanti da secoli.



Per ulteriori informazioni:
339.2254725 

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Lungo la Via Romea Germanica il Sale di Cervia incontra il Fagiolo Secondo del Piano di Orvieto

“Donare il sale, per tradizione, è un augurio di ricchezza e prosperità“. Lo hanno fatto e lo faranno i partecipanti al Cammino del Sale di Cervia che, percorrendo la Via Romea Germanica in dodici tappe, sono transitati anche per l’Umbria nel loro viaggio verso Roma dove il pregiato “sale dolce” proveniente dalla Salina Camillone sarà donato a Papa Leone XIV. 

Una rinnovata tradizione, quella di portare un paniere di sale bianco al pontefice, che nacque nel 1444, quando il Cardinale Pietro Barbo, divenuto poi Papa Paolo II, fu nominato vescovo di Cervia dove esistono ancora i Magazzini del Sale, la Torre di San Michele e le case dei salinari. Ad Orvieto, ancora una volta, è stata L’Antica Cantina Osteria delle Donne, a ristorare i partecipanti.

Qui è avvenuto anche l’incontro con alcuni rappresentanti delle Condotte Slow Food dell’Umbria. A tavola, in un clima di grande cordialità e calore, è avvenuto lo scambio dei prodotti come il sale dolce di Cervia, la torta della Zitella, l’Alchermes Zitella con gli acervi, le mele della salina e il Fagiolo Secondo del Piano di Orvieto, Presidio Slow Food, ma anche simbolo di qualcosa di ancora più prezioso come lo scambio di esperienze, conoscenze, tradizioni e sentimenti di stima.

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