
L’ITAS di Sant’Anatolia di Narco – l’Istituto Tecnico Agrario della Valnerina, punto di riferimento e centro di richiamo per una vasta area della regione per un’offerta formativa diversificata, articolata, capace di unire tradizione e innovazione e di proporre ai tanti studenti che dal 2003 ne affollano i corsi – in collaborazione con Slow Food Umbria, celebra sabato 17 ottobre all’Azienda Agraria ITAS, in località Osteria, un traguardo fondamentale per la valorizzazione delle eccellenze locali: il 20esimo anniversario del Presidio Slow Food della Roveja di Civita di Cascia.
Un’intera giornata dedicata alla scoperta dei sapori della tradizione, alla sostenibilità, alla cultura e alla solidarietà, arricchita da momenti d’arte, poesia e dalle note musicali curate da Remo Scorsolini. Si inizierà alle 9.30 con i saluti istituzionali e dalle 9.45 gli interventi tematici a cura di esperti del settore e rappresentanti della comunità. In particolare: Francesco Sottile (professore Associato UniPa – vicepresidente Slow Food Italia), Elio Giannetti (presidente APS), Agostino Lucidi (entropologo) e, in rappresentanza della Comunità della Roveja, Silvana Crespi e Stefano De Carolis.
Alle 10.45 l’apertura dei laboratori creativi e di sostenibilità curati dagli studenti e alle 11.30 l’agrorienteering all’aperto, seguito alle 13 dalla degustazione di pietanze a base di Roveja e prodotti tipici del territorio preparati dalle aziende locali. Tra competizione e solidarietà, dalle 15.30 prenderà il via la gara culinaria a base di Roveja e successiva premiazione dei vincitori. A seguire l’estrazione dei premi della pesca di beneficenza. Un’occasione imperdibile per riscoprire la biodiversità locale e vivere una giornata all’insegna della cultura e della comunità, approfittando degli ultimi tepori autunnali.
Nota anche come roveglia, rubiglio o pisello dei campi, la Roveja è un piccolo e antico legume dai semi di varie tonalità, dal verde fino al marrone e grigio. Tradizionalmente diffusa lungo la catena appenninica tra Umbria e Marche, come spiegato anche a Terra Madre – Salone del Gusto di Torino è una pianta estremamente resistente al freddo e alla siccità. Può crescere sia spontaneamente sia coltivata a quote elevate. Oggi la sua coltivazione è quasi del tutto scomparsa, ad eccezione di alcune zone della Valnerina e in particolare nell’area di Cascia.





















