Successo per “Fior di Cacio 2026”, Slow Food Umbria e i suoi Presìdi conquistano il pubblico 

C’è stato qualcosa di nuovo quest’anno nell’edizione 22 di “Fior di Cacio” a Vallo di Nera, che ha reso ancora più verde questo cuore dell’Umbria: la “casa Slow Food” che ha festosamente ‘occupato’ il complesso del Convento di Santa Maria e accolto centinaia di visitatori facendo loro conoscere le storie e il gusto del cibo buono pulito e giusto che hanno il volto di tanti piccoli produttori che custodiscono la biodiversità e le tradizioni del loro territorio.

Il Mercato dei Presìdi è stato per due giorni il luogo d’incontro dove condividere il racconto e le esperienze di un’agricoltura di resistenza e di comunità.  Slow Food Umbria ha portato a Vallo di Nera prodotti di alta qualità, ma soprattutto storie di persone, territori e tradizioni da custodire, in un viaggio del gusto che ha attraversato tutta l’Umbria attraverso i Presìdi Slow Food: 
– la Lumachella orvietana, il Fagiolo secondo del Piano di Orvieto 
– la Fava Cottòra dei colli amorini
– la Fagiolina del Trasimeno
– la Roveja di Civita di Cascia, il Grano saraceno e la Ricotta salata della Valnerina 
– il Mazzafegato e il Vino Santo da uve affumicate dall’Alta Umbria,

insieme ai produttori del Mercato della Terra di Umbertide. Ospiti d’eccellenza, Presìdi e storie dal Lazio e dalle Marche: Cacio Fiore della Campagna Romana, Giuncata dei Monti Reatini, Lonzino di fico, Cicerchia di Serra de Conti, Fava di Fratte Rosa.  E nello spazio degustazioni al primo piano, grandissima partecipazione hanno avuto i due appuntamenti di sabato 13 e di domenica 14 giugno.

Nel primo, coinciso con la festa di Slow Food Day, uno speciale aperitivo che ha proposto tutti i Presìdi umbri in una preparazione creata appositamente da Flavio Orsini referente di grande esperienza della Fagiolina del Trasimeno che ha anche spiegato al pubblico la missione dei Presìdi e l’importanza del progetto per i territori.

Domenica, grandissima affluenza per “A tavola con Slow Food e i piatti del Paniere umbro”, un vero e proprio percorso gastronomico attraverso la regione, con la polenta di Grano Saraceno della Valnerina, condita con il Presidio caseario del Cacio Fiore laziale, poi la Roveja di Civita di Cascia e il Mazzafegato dell’Alta Valle del Tevere, tutti Presìdi Slow Food, come per finire la Lumachella Orvietana.

Queste due giornate di Fior di Cacio – sottolinea la presidente di Slow Food Umbria, Alessandra Cannistrà – sono un esempio partecipato e stimolante delle potenzialità di un progetto di “comunità del cibo” in cui tutti i portatori d’interesse, produttori, associazioni e istituzioni collaborano per rendere chiaro e concreto il messaggio che un modo diverso di produrre, comunicare e scegliere il cibo, è possibile ed è prospettiva reale di economia sostenibile e duratura.

Due giornate che ci danno la conferma di quanto il progetto dei Presìdi Slow Food, nato negli anni Novanta dalla visione precorritrice di Carlo Petrini, sia realmente strategico per la nostra regione, “cuore verde d’Italia”. Prima di tutto perché costituisce uno strumento sperimentato di conservazione della biodiversità, di tutela degli ecosistemi naturali che sappiamo come siano l’attrattiva di quella economia rurale e turistica in cui risiede l’unico, spesso, ma anche il migliore futuro per territori altrimenti svantaggiati; e poi in quanto si rivela sempre più uno straordinario mezzo di comunicazione del valore dell’alleanza tra i produttori e chi vuole scegliere il cibo perché buono (qualità) pulito (sostenibilità) e giusto (equità/solidarietà)”.

Un grande ringraziamento quindi a tutti quelli che hanno partecipato e animato la “casa Slow Food” e ai colleghi di Onaf per lo spirito di assoluta condivisione. E un profondo riconoscimento a Camera di Commercio dell’Umbria, al Comune di Vallo di Nera per averci voluto come partner in questo importante progetto e a Slow Food Italia che ha concesso il patrocinio”. 

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