Tra agrobiodiversità e cooperazione, l’Umbria del Cantico si racconta a Terra Madre 2026

L’Umbria ha dedicato la giornata di apertura di Terra Madre 2026 ai progetti sul cibo, alle policy e ai modelli di cooperazione. Con Camera di Commercio Umbria la degustazione guidata da Onaf Perugia ha acceso i riflettori sull’Umbria dei Formaggi, un progetto da cui è nata la collaborazione con Slow Food Umbria. Con David Grohmann, assessore del Comune di Perugia, si è aperto un tavolo di condivisione sulle food policy della città contemporanea e sui modelli di solidarietà e cooperazione rappresentati da Birà Food Coop.

Con 3A Parco Tecnologico Alimentare dell’Umbria si è avviata la rassegna della biodiversità in Umbria con il caso della capra facciuta nel contesto delle terre alte della Valnerina. Grandissimo interesse hanno riscosso storie e testimonianze di due Presìdi Slow Food dell’Umbria. La Lumachella Orvietana è stata inquadrata da Adio Provvedi, oste dell’Alleanza Slow Food e anima dell’Hosteria di Villalba, nella Selva di Meana, tra Orvieto e Allerona, nella storia della “cucina eroica della massaia e della casa rurale, dispensatrice di cibo rimediato e di felicità”.

Il percorso del Vino Santo da uve affumicate, Presidio Slow Food dell’Alta Umbria, è stato illustrato da Claudio Ceccarelli e Sergio Consigli del Consorzio dei produttori, che hanno trasmesso la testimonianza di una storia che ha visto il recupero e il rilancio di un prodotto di eccellenza, ormai apprezzato nel mondo. 

Si è concluso con la degustazione narrata di sei Presìdi Slow Food dell’Umbria il talk sulla tutela dell’agrobiodiversità che, allo stand regionale, ha aperto la seconda giornata. “Il recupero di questo patrimonio inestimabile, testimoniato dall’Atlante dell’Arca del Gusto, edito da Slow Food– ha sottolineato la presidente regionale di Slow Food Umbria, Alessandra Cannistrà – dimostra come la cura per la natura e la memoria agricola non siano solo un dovere verso l’ambiente, ma una realtà viva, capace di generare valore economico, culturale e un profondo senso d’identità per le nostre comunità e per i territori. 

È la dimostrazione di come l’amore per la nostra terra possa tradursi in un futuro più sostenibile e consapevole, in grado di aprire nuove prospettive per i giovani. L’Umbria del Cantico è davvero un esempio di collaborazione tra Istituzioni e Terzo Settore.  Con Regione, Camera di Commercio dell’Umbria e Parco 3A stiamo presentando oltre alla biodiversità del Cuore Verde d’Italia, un vero e proprio progetto che fa dell’Umbria quella Terra Futura a cui pensava Carlo Petrini e che trae ispirazione dalla memoria di Francesco d’Assisi. 

L’Umbria del Cantico a Torino cerca di restituire suggestioni evocative dello spirito francescano insieme a valori di autentica condivisione e solidarietà. Il Cantico delle Creature è ispirato da questa terra che Francesco aveva negli occhi e nel cuore e, che nonostante le trasformazioni, conserva paesaggi originari e valori di natura e umanità”. 

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