
Produttori, tecnici, amministratori, assaggiatori, associazioni agricole, giovani e appassionati si sono ritrovati martedì 18 novembre alla Sala Polivalente della Camera di Commercio dell’Umbria per la quarta edizione de “L’Umbria dei Formaggi“, la rassegna organizzata da Promocamera che, come anticipato, quest’anno ha portato in gara 45 formaggi tra pecorini, caprini e misti.
Un appuntamento che è andato ben oltre la premiazione, trasformandosi in una narrazione collettiva del formaggio umbro e del suo futuro. A guidare i lavori è stato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio, che ha richiamato la necessità di una filiera coesa e orientata all’innovazione, affiancato dal presidente Giorgio Mencaroni, che ha ripercorso la crescita della rassegna fino a farne un vero progetto territoriale.
Tra gli interventi più significativi quello del vicepresidente di Slow Food Italia, Federico Varazi, la cui riflessione ha riportato al centro il valore del lavoro pastorale oggi: un mestiere tutt’altro che nostalgico, che richiede competenze tecniche, capacità manageriali, conoscenza dei mercati e visione. Slow Food ha portato una prospettiva moderna, concreta e coraggiosa, culminata in un annuncio che ha catturato l’attenzione: l’idea di trasformare “Fior di Cacio“, a Vallo di Nera, in un evento di respiro nazionale, capace di diventare un punto di riferimento negli anni di pausa della rassegna “Cheese” di Bra.
“Una proposta – ha sottolineato la presidente di Slow Food Umbria, Alessandra Cannistrà – che posiziona il Cuore Verde d’Italia al centro della cultura casearia del Paese, grazie anche alla collaborazione con Slow Food“.

Il legame con il territorio è stato ribadito con forza anche dall’intervento della sindaca di Vallo di Nera, Agnese Benedetti, che ha raccontato il percorso che ha portato il borgo a essere riconosciuto da ONAF come unico “Comune italiano del formaggio”. Un risultato nato da intuizioni lungimiranti e da un lavoro condiviso tra comunità, istituzioni e Slow Food.
La giornata è stata arricchita dal contributo fondamentale degli assaggiatori ONAF, guidati da Claudio Spallaccia, che hanno illustrato al pubblico la metodologia di valutazione basata su anonimizzazione dei campioni, parametri oggettivi e totale trasparenza. Un impegno che unisce rigore e passione e che rappresenta uno dei pilastri tecnici della rassegna.
Il presidente della Camera di Commercio ha poi sottolineato il valore dell’iniziativa: costruire un’identità forte per il formaggio umbro e supportare concretamente i produttori. Ha ricordato il ruolo decisivo delle associazioni agricole e il contributo di figure come Paolo Pani e Piergiorgio Angelini, confermando come “L’Umbria dei Formaggi” sia soprattutto un laboratorio di innovazione e valorizzazione territoriale.
Durante la premiazione, la sala si è animata di emozioni autentiche: ogni produttore salito sul palco ha portato con sé una storia, un paesaggio, un’annata di lavoro. I riconoscimenti si sono articolati in Premio Qualità (da 75/100) ed Eccellenza (oltre 80/100). Immancabile il banco d’assaggio ONAF, che ha permesso al pubblico di scoprire aromi, differenze e racconti dei formaggi in gara. E ribadito quanto la filiera casearia umbra sia piccola ma vitale, ben radicata e pronta a innovare.
Tra i protagonisti di questa edizione spicca l’Azienda Agricola Alfina di Marceddu & C., che oltre a numerosi riconoscimenti ha ricevuto la Menzione speciale a latte crudo del Premio Slow Food Umbria, confermando la sintonia tra i valori promossi dalla rassegna e la visione di Slow Food: qualità, sostenibilità e tutela delle produzioni tradizionali.



















