
Il Chiostro Boccarini di Amelia è pronto a trasformarsi in un punto di incontro tra gusto, memoria e conoscenza grazie a “I Dolci di Transameria”, l’evento organizzato per domenica 30 novembre da Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale e dedicato ai sapori dimenticati della tradizione.
La giornata si aprirà alle 10 con la mostra pomologica curata dal Parco 3A che porta in esposizione le varietà frutticole del territorio. Accanto i visitatori potranno degustare vino e olio novello, protagonisti della stagione agricola umbra, e scoprire i dolci popolari dell’Amerino, riproposti in chiave moderna per valorizzare ricette quasi scomparse.
Il Chiostro ospiterà, inoltre, l’esposizione delle opere sugli ulivi secolari dell’Amerino, realizzate dagli studenti della Scuola “Stella Satolli” di Amelia, un omaggio artistico al patrimonio rurale e paesaggistico del territorio. Momento centrale sarà alle 15 il convegno “I Dolci di Transameria – … non solo Paneforte Amerino”, coordinato dal giornalista Mino Lorusso. Dopo il saluto delle autorità, si susseguiranno gli interventi dedicati alla riscoperta della tradizione dolciaria locale.
Quelli di Mara Quadraccia, che approfondirà il tema “I dolci popolari dell’Amerino dimenticati e recuperabili”, di Paolo Arice, che proporrà un excursus storico sul Paneforte Amerino e le prospettive per un possibile Presidio Slow Food, e di Rita Boini, che illustrerà il ruolo dei dolci nella più ampia cultura culinaria umbra.
Nel corso dell’incontro verrà presentato anche il volume “Il Castagno da frutto in Umbria. Storia e storie di una presenza antica da riscoprire”, quindicesimo titolo della collana “I Quaderni della Biodiversità“, curata dal Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria. Un’opera che approfondisce la storia del castagno e il suo valore culturale e agricolo nella regione.
Con un ricco programma di attività, degustazioni e approfondimenti culturali, “I Dolci di Transameria” si presenta come un’occasione per riscoprire un patrimonio gastronomico che rischia di scomparire, restituendo centralità a tradizioni che raccontano l’identità stessa dell’Umbria meridionale.



















