Dartmouth College in visita a Trevi: viaggio studio tra biodiversità, olio e tradizioni locali

La Condotta Slow Food Trevi ha accolto venerdì 5 dicembre una delegazione di studenti e professori del Dartmouth College, prestigiosa università statunitense dell’Ivy League, giunta in Umbria per un viaggio studio dedicato alla biodiversità e alla sostenibilità alimentare. Ad accompagnare il gruppo, il fiduciario Alvaro Paggi e la consigliera Diana Niglio Araimo, insieme al sindaco di Trevi, Ferdinando Gemma, e all’assessora Cinzia Speroni.

L’Ateneo del New Hampshire, noto anche per la storica “Conferenza di Dartmouth” del 1956 che segnò l’avvio degli studi sull’Intelligenza Artificiale, ha scelto il territorio trevano per approfondire due eccellenze identitarie: la Fascia Olivata Assisi–Spoleto, candidata a Patrimonio Unesco, e il Sedano Nero di Trevi, Presidio Slow Food.

Il programma della giornata ha condotto gli studenti al Frantoio Gaudenzi, dove hanno potuto osservare da vicino le moderne tecniche di molitura e partecipare a una degustazione di tre delle cinque Dop Umbria, approfondendo la filiera dell’olio extravergine e le sue peculiarità territoriali.

Uno sguardo alle tradizioni è arrivato con la visita al frantoio storico dell’Agriturismo “I Mandorli”. Qui la cuoca contadina Maria Zappelli ha preparato un pranzo tipico a base di formaggi e salumi locali, legumi e Sedano Nero dell’Azienda Agricola Bartolomei Nuova, offrendo agli ospiti un’autentica esperienza del gusto umbro.

Tra le tappe immancabili anche la visita all’iconico olivo di Sant’Emiliano, simbolo millenario della vocazione olivicola del territorio e scenario ideale per una foto ricordo dell’intera delegazione. La giornata si è conclusa con l’auspicio di rinnovare l’iniziativa nei prossimi anni.

Arrivederci al prossimo viaggio studio” è stato il saluto condiviso da Slow Food Trevi e dagli ospiti americani, a testimonianza di un incontro culturale destinato a lasciare un segno duraturo.

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“La natura bella delle cose” abbraccia l’Umbria. Dalla Presidente Slow Food Italia, Barbara Nappini, l’invito al cambiamento

Gli eventi della nostra vita narrano chi siamo e ancora di più chi vogliamo diventare. Quando prendiamo decisioni dirompenti spesso si aprono spazi inaspettati, prima solo lontanamente immaginati”. È quanto emerge tra le righe del libro “La natura belle delle cose”, firmato dalla presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini. Un saggio accorato che si apre con la prefazione a firma di Carlo Petrini, che nel 1989 fondò l’associazione della Chiocciola, e invita all’azione raccontando non soltanto quello che nel mondo non funziona ma anche, e soprattutto, gli uomini e le donne che possono rendere la Terra migliore, nella sua bellezza più autentica.

Una testimonianza autentica di resilienza e invito al cambiamento quella portata in Umbria – martedì 2 dicembre a Perugia, mercoledì 3 dicembre a Terni e Orvieto – evidenziando ad ogni presentazione perché sia necessario cambiare direzione. Perché “la consapevolezza è la chiave di volta nell’essere presenti a sé stessi, nell’analisi di ciò che ci circonda e nelle risposte che siamo in grado di dare. Nella pienezza di una vita (anche) spirituale che è prerogativa di tutti noi e che non implica necessariamente professare una fede religiosa o seguire un culto, ma frequentare e coltivare quella sfera interiore necessaria e potenzialmente ricchissima che riesce a dare profondità all’esistenza compiendo il miracolo di farci percepire l’unicità della nostra stessa più intima sfera e, al contempo, di metterci in connessione con i nostri simili, col vivente, col cosmo”. 

Nelle storie che ha incontrato sul suo cammino, e che racconta in questo libro, Nappini evidenzia perché sia necessario cambiare direzione. Perché non sia più possibile perseverare in un sistema economico-produttivo che genera sofferenza per la nostra Terra Madre, violando i diritti e le libertà di molti popoli. Questo vale su larga scala, trovando però le peggiori contraddizioni nel sistema alimentare globale, ovvero in quel settore primario che, innanzitutto, dovrebbe mirare alla sopravvivenza degli esseri umani, nel pieno rispetto di ogni altra forma di vita.

La bellezza è un motore silenzioso e potente, in grado di riconnetterci con gli altri e con quello che ci circonda: le cose belle sono le azioni quotidiane, solo apparentemente insignificanti, impastare il pane, affrontare realtà dure ma sorprendenti, come salire su una nave che salva vite in mare, discutere sulla potatura degli olivi riconoscendo il valore degli alberi e dei loro frutti, rispondere alla violenza con gesti di pace. Grandi e piccole scelte che permettono di restare umani. Una storia, quella di Barbara Nappini, in cui riconoscersi. Tante istanze cui aderire con slancio.

La presentazione itinerante è stata organizzata da Slow Food Umbria, Condotte Slow Food di Perugia, Terni e Orvieto, con la collaborazione di Comune di Perugia, Comune di Orvieto, PalaSì Cultura&Eventi e Associazione “Iosonounapersonaperbene” di Terni, Associazione Cantiere Orvieto – “Il Libro Parlante”.

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Si fa Natale a Trevi, tra storie e antichi sapori davanti al focolare

Si fa Natale” a Trevi, dove l’olio profuma la festa. Il piacere di stare insieme a gustare il sapore di pietanze antiche che ricordano il passato si lega alla curiosità di apprendere i segreti della loro preparazione. Nel calendario di fine anno si inseriscono tre iniziative dedicate alla cucina tipica e alle tradizioni culinarie umbre.  Slow Food Trevi, in collaborazione con il Comune e la Pro Loco, propone, infatti, tre appuntamenti pensati per riscoprire storie, ricette e gesti antichi che hanno segnato la cultura gastronomica del territorio.

Domenica 7 dicembre alle 13 all’Agriturismo “I Mandorli”, a Bovara, rivivono “Storie e antichi sapori davanti al focolare”. Un incontro conviviale e augurale pensato come un viaggio nella memoria culinaria locale, tra racconti, preparazioni tradizionali e l’atmosfera calda, domestica e coinvolgente del camino acceso. Nel piatto, per stuzzicare l’appetito, bruschetta con l’olio nuovo, crostini di rigaglie di pollo e crostini con burro e alici. A seguire frascarelli trevani e impastoiata con fagioli borlotti di Trevi. Immancabile in tavola nei giorni di festa, il pollo all’arrabbiata e con verdure dell’orto ripassate in padella. Dulcis in fundo, l’antico brustengolo. Nel bicchiere, invece, Trebbiano Spoletino e Rosso Unico. La quota di partecipazione è di 30 euro per i soci Slow Food, 35 euro per i non soci. Necessaria la prenotazione con un messaggio WhatsApp al numero telefonico 348.6007134.

Si prosegue lunedì 8 dicembre alle 15, a Trevi, nella Casa di Babbo Natale, con un cooking show dedicato agli antichi piatti delle campagne. Un’occasione per osservare da vicino le tecniche e gli ingredienti che, da secoli, caratterizzano la cucina rurale umbra.

Domenica 21 dicembre – stessa ora, stesso luogo – un’iniziativa analoga porterà al centro dell’attenzione le tradizioni di Capodanno in cucina. Dalle ricette portafortuna ai piatti immancabili delle feste, il pubblico potrà scoprire curiosità e segreti del patrimonio gastronomico locale.

Con questi eventi, Slow Food Trevi rinnova il suo impegno nella tutela delle tradizioni e nella valorizzazione dei prodotti del territorio, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione per vivere l’atmosfera natalizia attraverso sapori autentici e racconti di una volta.

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