“La natura bella delle cose” abbraccia l’Umbria. Dalla Presidente Slow Food Italia, Barbara Nappini, l’invito al cambiamento

Gli eventi della nostra vita narrano chi siamo e ancora di più chi vogliamo diventare. Quando prendiamo decisioni dirompenti spesso si aprono spazi inaspettati, prima solo lontanamente immaginati”. È quanto emerge tra le righe del libro “La natura belle delle cose”, firmato dalla presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini. Un saggio accorato che si apre con la prefazione a firma di Carlo Petrini, che nel 1989 fondò l’associazione della Chiocciola, e invita all’azione raccontando non soltanto quello che nel mondo non funziona ma anche, e soprattutto, gli uomini e le donne che possono rendere la Terra migliore, nella sua bellezza più autentica.

Una testimonianza autentica di resilienza e invito al cambiamento quella portata in Umbria – martedì 2 dicembre a Perugia, mercoledì 3 dicembre a Terni e Orvieto – evidenziando ad ogni presentazione perché sia necessario cambiare direzione. Perché “la consapevolezza è la chiave di volta nell’essere presenti a sé stessi, nell’analisi di ciò che ci circonda e nelle risposte che siamo in grado di dare. Nella pienezza di una vita (anche) spirituale che è prerogativa di tutti noi e che non implica necessariamente professare una fede religiosa o seguire un culto, ma frequentare e coltivare quella sfera interiore necessaria e potenzialmente ricchissima che riesce a dare profondità all’esistenza compiendo il miracolo di farci percepire l’unicità della nostra stessa più intima sfera e, al contempo, di metterci in connessione con i nostri simili, col vivente, col cosmo”. 

Nelle storie che ha incontrato sul suo cammino, e che racconta in questo libro, Nappini evidenzia perché sia necessario cambiare direzione. Perché non sia più possibile perseverare in un sistema economico-produttivo che genera sofferenza per la nostra Terra Madre, violando i diritti e le libertà di molti popoli. Questo vale su larga scala, trovando però le peggiori contraddizioni nel sistema alimentare globale, ovvero in quel settore primario che, innanzitutto, dovrebbe mirare alla sopravvivenza degli esseri umani, nel pieno rispetto di ogni altra forma di vita.

La bellezza è un motore silenzioso e potente, in grado di riconnetterci con gli altri e con quello che ci circonda: le cose belle sono le azioni quotidiane, solo apparentemente insignificanti, impastare il pane, affrontare realtà dure ma sorprendenti, come salire su una nave che salva vite in mare, discutere sulla potatura degli olivi riconoscendo il valore degli alberi e dei loro frutti, rispondere alla violenza con gesti di pace. Grandi e piccole scelte che permettono di restare umani. Una storia, quella di Barbara Nappini, in cui riconoscersi. Tante istanze cui aderire con slancio.

La presentazione itinerante è stata organizzata da Slow Food Umbria, Condotte Slow Food di Perugia, Terni e Orvieto, con la collaborazione di Comune di Perugia, Comune di Orvieto, PalaSì Cultura&Eventi e Associazione “Iosonounapersonaperbene” di Terni, Associazione Cantiere Orvieto – “Il Libro Parlante”.

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Si fa Natale a Trevi, tra storie e antichi sapori davanti al focolare

Si fa Natale” a Trevi, dove l’olio profuma la festa. Il piacere di stare insieme a gustare il sapore di pietanze antiche che ricordano il passato si lega alla curiosità di apprendere i segreti della loro preparazione. Nel calendario di fine anno si inseriscono tre iniziative dedicate alla cucina tipica e alle tradizioni culinarie umbre.  Slow Food Trevi, in collaborazione con il Comune e la Pro Loco, propone, infatti, tre appuntamenti pensati per riscoprire storie, ricette e gesti antichi che hanno segnato la cultura gastronomica del territorio.

Domenica 7 dicembre alle 13 all’Agriturismo “I Mandorli”, a Bovara, rivivono “Storie e antichi sapori davanti al focolare”. Un incontro conviviale e augurale pensato come un viaggio nella memoria culinaria locale, tra racconti, preparazioni tradizionali e l’atmosfera calda, domestica e coinvolgente del camino acceso. Nel piatto, per stuzzicare l’appetito, bruschetta con l’olio nuovo, crostini di rigaglie di pollo e crostini con burro e alici. A seguire frascarelli trevani e impastoiata con fagioli borlotti di Trevi. Immancabile in tavola nei giorni di festa, il pollo all’arrabbiata e con verdure dell’orto ripassate in padella. Dulcis in fundo, l’antico brustengolo. Nel bicchiere, invece, Trebbiano Spoletino e Rosso Unico. La quota di partecipazione è di 30 euro per i soci Slow Food, 35 euro per i non soci. Necessaria la prenotazione con un messaggio WhatsApp al numero telefonico 348.6007134.

Si prosegue lunedì 8 dicembre alle 15, a Trevi, nella Casa di Babbo Natale, con un cooking show dedicato agli antichi piatti delle campagne. Un’occasione per osservare da vicino le tecniche e gli ingredienti che, da secoli, caratterizzano la cucina rurale umbra.

Domenica 21 dicembre – stessa ora, stesso luogo – un’iniziativa analoga porterà al centro dell’attenzione le tradizioni di Capodanno in cucina. Dalle ricette portafortuna ai piatti immancabili delle feste, il pubblico potrà scoprire curiosità e segreti del patrimonio gastronomico locale.

Con questi eventi, Slow Food Trevi rinnova il suo impegno nella tutela delle tradizioni e nella valorizzazione dei prodotti del territorio, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione per vivere l’atmosfera natalizia attraverso sapori autentici e racconti di una volta.

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“A lezione da la Lea”, tutorial sui capelètti umbri e presentazione della Guida “Osterie d’Italia”

Un’occasione unica per vivere il calore della tradizione natalizia umbra, imparando dai custodi della memoria culinaria e condividendo una serata all’insegna del gusto e della convivialità. La inserisce nel calendario delle feste per mercoledì 11 dicembre, a partire dalle 18, Slow Food Alta Umbria che invita tutti gli amanti della cucina a riscoprire le radici più autentiche. L’appuntamento è a Città di Castello in Via San Florido con “A lezione da la Lea“, tutorial pratico sui capelètti a cura della storica Trattoria Lea, custode dal 1986 dell’arte della pasta fresca fatta a mano. 

Sarà questa l’occasione giusta per scoprire segreti, gesti e tecniche della tradizione, legate ad uno dei piatti simbolo delle festività natalizie nel territorio altotiberino. A seguire, spazio alla cultura gastronomica con la presentazione della Guida Slow Food “Osterie d’Italia 2026”, arricchita dall’intervento di Cinzia Borgonovo. Pensato per celebrare i sapori genuini della cucina locale anche il menù della cena in programma a partire dalle 20 ovviamente alla Trattoria Lea, in Corsa Cavour 8/F. Nel piatto un antipasto misto rustico, capelètti a volontà e il dolce della Chicca. 

Da bere acqua, vino, caffè e liquori. La quota di partecipazione è di 25 euro per i soci Slow Food, 30 euro per amici aspiranti soci. Nel corso dell’evento sarà possibile acquistare la Guida “Osterie d’Italia” ad un prezzo speciale. 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni (entro martedì 9 dicembre):
392.0601226 – 339 1076175

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