I Presìdi Slow Food a “Camper – Osteria Italia”, l’Alta Valle del Tevere su Rai 1

Per quattro giorni consecutivi, da lunedì 8 a giovedì 11 giugno, l’Alta Valle del Tevere ha avuto l’opportunità di mostrarsi su Rai 1 attraverso i suoi sapori più veri, quelli che nascono dalla terra, dalla memoria e dalla capacità di custodire un patrimonio culturale unico. Un viaggio gastronomico che ha saputo emozionare, raccontando una cucina che non si limita a preparare piatti, ma che conserva e tramanda identità. Una storia – fatta di persone, tradizioni, lavoro quotidiano e passione autentica – che racconta un intero territorio. È quella entrata nelle case degli italiani attraverso le telecamere del programma estivo “Camper Osteria Italia”, che ha fatto scalo a Città di Castello e Montone.

Protagonista della settimana televisiva è stata la filosofia che guida da sempre l’Osteria “La Miniera di Galparino“. Quella di valorizzare la biodiversità locale, sostenere una filiera cortissima e dare voce ai Presìdi Slow Food umbri, autentici custodi di tradizioni che rischierebbero altrimenti di scomparire. Attraverso le ricette presentate in diretta, il pubblico ha potuto conoscere il lavoro di Chiara Filippi, chef dell’osteria, titolare dell’azienda agricola e membro dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food Umbria, affiancata da Lucia Ceccarelli, portavoce della comunità del Presidio Slow Food del Vinosanto da Uve Affumicate dell’Alta Valle del Tevere.

Insieme hanno raccontato una cucina capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Tra i piatti proposti spiccano il Paltone, antica preparazione della tradizione contadina locale, e la classica crostata, reinterpretati con sensibilità contemporanea ma nel pieno rispetto della loro storia. Un equilibrio delicato tra innovazione e memoria, che rappresenta oggi una delle sfide più importanti della cucina di territorio. Il momento più significativo del percorso televisivo è arrivato nell’ultima puntata, interamente dedicata a uno dei tesori più preziosi dell’enogastronomia locale: il Vinosanto da Uve Affumicate dell’Alta Valle del Tevere “Cesare di Galparino”, raro e prezioso Presidio Slow Food che racchiude secoli di sapere agricolo e tradizioni familiari.

Da questo straordinario vino sono nati due dessert d’autore, una delicata spuma di ricotta e Vinosanto e una crostata di farro biologico con albicocche sfumate al Vinosanto. Due creazioni che hanno saputo raccontare, attraverso il gusto, il legame profondo tra terra, persone e cultura. Ma al di là delle ricette, ciò che è arrivato è stato soprattutto un messaggio forte e chiaro. Quello di una comunità che continua a credere nel valore delle proprie radici e nel lavoro dei piccoli produttori. Un patrimonio fatto di gesti antichi, passione quotidiana e rispetto per l’ambiente, che trova nel cibo uno strumento straordinario di racconto e condivisione.

Portare la nostra terra e il lavoro dei piccoli produttori su uno schermo così importante – racconta Chiara Filippiè stato un onore e un’emozione immensa. Il nostro obiettivo è da sempre quello di fare cultura attraverso il cibo, dimostrando che l’innovazione in cucina non è altro che una tradizione ben custodita e proiettata nel futuro”. La partecipazione a “Camper” oltre ad essere stata un’ottima vetrina televisiva è anche il riconoscimento di un percorso che mette al centro qualità, sostenibilità e identità territoriale. Un’occasione preziosa per far conoscere a tutta Italia il volto autentico dell’Alta Valle del Tevere e per ricordare che, spesso, le storie più straordinarie nascono proprio nei luoghi dove la tradizione continua a vivere ogni giorno.

Slow Food Umbria ha accolto con entusiasmo la visibilità nazionale data ai Presìdi e ai produttori dell’Alta Valle del Tevere nella convinzione che la partecipazione a un programma di grande ascolto come “Camper” rappresenti un’importante occasione per diffondere i valori di un cibo “buono, pulito e giusto”, capace di tutelare la biodiversità, il lavoro delle comunità locali e le tradizioni gastronomiche umbre.

Vedere raccontati su Rai 1 il Paltone, il Vinosanto da Uve Affumicate e il lavoro quotidiano dei produttori è motivo di orgoglio. Significa riconoscere il valore di un patrimonio che non appartiene solo a chi lo produce, ma all’intera comunità. Queste esperienze dimostrano che la tutela delle tradizioni può dialogare con la contemporaneità e diventare un motore di sviluppo sostenibile per i territori. Il successo delle puntate dedicate all’Alta Valle del Tevere conferma quanto il pubblico italiano sia sempre più interessato a storie autentiche, legate alla qualità, alla sostenibilità e all’identità dei luoghi. Un risultato che premia l’impegno di cuochi, agricoltori e comunità locali nel custodire saperi antichi e nel trasformarli in un racconto capace di parlare al futuro.

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