
Siamo stanchi, ma carichi di nuova energia e motivazione. Terra Madre 2026, quattro giorni emozionanti di colori, profumi e sapori ma anche memorie, scambi, idee e sogni che ci hanno fatto sentire parte di quel mondo di diversità accolte e dialoganti che è Slow Food, la ‘nostra’ Associazione. A Torino, nel cuore prezioso della città, abbiamo portato “L’Umbria del Cantico” perché volevamo testimoniare la pienezza di questo anno francescano – l’VIII centenario della morte di San Francesco – con l’impegno da parte nostra a far conoscere la meraviglia della biodiversità che l’Umbria ancora custodisce.
Attraverso il dono del cibo, delle tradizioni e delle storie delle comunità che lo producono, abbiamo cercato di restituire suggestioni evocative del legame uomo-natura che nelle ‘terre alte’ resiste alle trasformazioni. Con la voce dei giovani, gli studenti degli Istituti Scolastici che hanno partecipato numerosi a questa edizione di Terra Madre, abbiamo cercato di trasmettere condivisione e solidarietà. Ripercorrendo il Cantico delle Creature ispirato da questa terra che Francesco aveva negli occhi e nel cuore, abbiamo mostrato la bellezza di paesaggi originari e valori di natura e umanità che sopravvivono ai cambiamenti globali.
Un’altra idea di mondo è possibile e l’Umbria di Francesco può essere davvero la Terra Futura a cui pensava Carlo Petrini che quarant’anni fa aveva intuito come poterla salvare. L’esperienza di Torino ne ha dato il segno prospettando un modello nuovo di collaborazione istituzionale: Regione, Camera di Commercio, Parco 3A e alcune Amministrazioni Locali hanno condiviso il progetto di Slow Food Umbria e garantito fondamentale sostegno alla partecipazione dei territori, dei Presìdi umbri e delle produzioni di qualità.
Uniti per salvaguardare la biodiversità come valore culturale e sociale che contribuisca a una prospettiva economica responsabile. Di regione in regione, tra bandiere, tavoli, fornelli e microfoni, Terra Madre alimenta l’attivismo e nello stesso tempo gli attivisti ne sono il cuore e le braccia che accolgono i visitatori con passione, entusiasmo e competenza. Sono insostituibili.
Dalle Condotte dell’Umbria siamo andati in tanti quest’anno per dare forma al palinsesto costruito insieme nel Cantiere Terra Madre e poi scandito in talk, degustazioni narrate e laboratori che il pubblico ha assaporato con interesse ed entusiasmo grazie a Sergio, Liliana, Roberta, Stefano, Gabriele, Flavio, Eugenia, Carlo, Silvana, Cinzia, Stefano, Virginia, Elena, Maurizio, Giulia, Alvaro, Cinzia, Roberto, Alberto, Maurizio, Tommaso, Daniela, Paolo, Piero, Walter, Davide, Matteo, Rita, Angela, Claudio e Alessandra.
Grazie, Slow Food!



















