Ciao Carlin

Chi semina utopia, raccoglie realtà”. Amava dire così Carlo Petrini, gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Fondatore di Slow Food, Carlin si è spento nella tarda serata di giovedì 21 maggio, a 76 anni, nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo.

Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia”.

Slow Food Umbria lo ricorda con affetto per la sua visione positiva, innovativa ed equa. “Ci lascia un visionario, una persona di un’umanità straordinaria che quarant’anni fa aveva già intuito come sarebbe andato il mondo e come poterlo salvare…“.

Questo il ricordo di Slow Food Italia:

Oggi salutiamo un genio. Qualche tempo fa un fine intellettuale ci disse: “Voi non vi rendete conto che, dopo il Neorealismo, Slow Food è il movimento culturale più importante che l’Italia abbia avuto”.  Non ce ne rendiamo conto, è vero. O facciamo finta. Perché la compostezza, il pudore e un po’ di ruvidezza sono i caratteri della terra che ha dato origine a questa associazione e che, come accade con tutte le radici, permeano ogni sua propaggine, anche la più remota. 

Ma oggi no. Oggi sentiamo fino in fondo il valore, la potenza delle idee, dell’intelligenza, della creatività che stanno dietro alla nostra chiocciola. E allora possiamo dirlo a voce alta, mettendo da parte qualunque ritrosìa: oggi salutiamo un genio. Uno degli intellettuali più vivaci e visionari della nostra epoca. Capace di dialogare con un re, un papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai cambiare registro.

Capace di comunicare in tutte le lingue del mondo senza saperle. Capace di seminare gioia, entusiasmo e speranza in ogni angolo del pianeta. Ognuno di noi, in questi giorni, reagisce a modo suo, perché ognuno ha la sua storia, personale e all’interno dell’associazione. 

Ma la cosa più importante che possiamo e dobbiamo fare tutti, per onorare la memoria di Carlo, è ritrovare subito la bussola e, come ci ha detto lui, restare uniti e tenere la barra dritta. Perché siamo custodi di un grande tesoro. E il futuro di questo nostro bel movimento è il minimo che dobbiamo a Carlo.

Ciao Carlin,
ti vogliamo bene
la tua Slow Food

Per esprimere un messaggio di vicinanza si può scrivere a c.petrini@slowfood.it

Commenti disabilitati su Ciao Carlin

Archiviato in News