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A tavola con la Contessa, l’originale porchetta artigianale di Città di Castello

È una storia fatta di identità, memoria e convivialità, che affonda le proprie radici nel cuore di Città di Castello e arriva fino alla contemporaneità grazie a una delle eccellenze più amate del territorio: l’originale Contessa, simbolo autentico della porchetta artigianale umbra. Un legame speciale unisce questa tradizione alla figura di Angela Paola de’ Rossi, nobildonna italiana e sposa di Vitello Vitelli, appartenente alla storica famiglia dei Vitelli di Città di Castello. 

Una presenza che richiama il prestigio e l’eredità culturale di un territorio dove il gusto non è mai stato soltanto cucina, ma racconto, incontro e appartenenza. Dal 1522, la porchetta artigianale attraversa i secoli custodendo sapori autentici e gesti antichi, trasformandosi in una vera esperienza gastronomica capace ancora oggi di emozionare. La Contessa e rappresenta proprio questo incontro tra memoria e qualità: un prodotto che celebra la tradizione senza rinunciare alla capacità di innovarsi e parlare al presente.

Per tutti coloro che desiderano scoprire più da vicino questa affascinante storia, quello di venerdì 22 maggio sarà un appuntamento da non perdere. Una serata speciale organizzata da Slow Food Alta Umbria, pensata per accompagnare gli ospiti in un viaggio tra racconti, autenticità e prodotti d’eccellenza del territorio.

Cornice all’evento, Risto Bottega di Cinquemiglia, dove, a partire dalle 20.30, tradizione e innovazione si incontreranno a tavola per offrire un’esperienza unica, fatta di gusto, cultura e convivialità. Sarà un’occasione per conoscere più da vicino le radici della Contessa lasciarsi conquistare dalla bontà della porchetta artigianale e vivere un momento dedicato ai valori più autentici della cucina umbra: condivisione, qualità e amore per il territorio.

Il costo di partecipazione è di 35 euro a persona per soci Slow Food, 45 euro per i non soci.
I posti sono limitati, consigliata la prenotazione telefonica al numero 392.0601226 o 320 0659538.

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“Oro Verde e Biodiversità”. Slow Food Umbria presenta la Guida agli Extravergini 2026

Con la collaborazione dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi dell’Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera di Assisi, Slow Food Umbria organizza “Oro Verde e Biodiversità“, incontro dedicato all’olio extravergine di oliva italiano, alla biodiversità e alla valorizzazione delle produzioni territoriali. Al centro, la presentazione della Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Editore con l’obiettivo di diffondere una cultura dell’olio fondata su qualità, sostenibilità e tutela della biodiversità.

L’appuntamento, in programma sabato 16 maggio alle 9.30 presso l’Aula Magna della sede di Santa Maria degli Angeli dell’Istituto Alberghiero di Assisi (Via Armando Diaz, 8) sarà un’importante occasione di confronto tra Scuola, produttori e associazioni, con esperti che interverranno con approfondimenti culturali e formativi sul mondo dell’olivicoltura sostenibile e della qualità dell’olio EVO italiano.

Ad aprire i lavori saranno il vicepreside Aldo Giuseppe Geraci, la presidente di Slow Food Umbria Alessandra Cannistrà e Maurizio Sparanide, presidente di Slow Food Perugia. La sessione formativa vedrà gli interventi di Francesco Sottile, componente del Consiglio Direttivo di Slow Food Italia e docente dell’Università di Palermo, in collegamento online, e di Francesca Baldereschi, curatrice della Guida agli Extravergini per Slow Food Italia.

In argomento, in particolare saranno i progetti Slow Food per la tutela e valorizzazione della biodiversità e del paesaggio olivato, come il Presidio Slow Food degli Olivi Secolari e la Guida agli Extravergini. A seguire, un talk dedicato ai produttori locali che porteranno testimonianze dirette dal territorio, raccontando esperienze, tradizioni e innovazione nel settore olivicolo umbro; e un laboratorio sensoriale, “Imparare ad assaggiare”, rivolto agli alunni che verranno guidati da Saverio Pandolfi, coordinatore per l’Umbria della Guida agli Extravergini.

Il percorso sarà arricchito da un approfondimento sull’utilizzo dell’olio in cucina e in sala e sugli abbinamenti cibo-olio, proposto da Nicola Passarelli, cuoco dell’Alleanza Slow Food e chef di “Stella Ristornante Vineria e Locanda” di Perugia, insieme a Paola Frascarelli e Silvia Pasticci. L’evento si concluderà con la consegna ufficiale della Guida agli Extravergini 2026 alla Scuola.

Uno sguardo ai numeri della Guida agli Extravergini 2026:

La nuova edizione della Guida conferma la straordinaria vitalità dell’olivicoltura italiana:
– 766 aziende recensite;
– 1.211 oli recensiti su oltre 1.500 degustati;
– 573 oli certificati biologici;
– 130 novità assolute, tre in più rispetto allo scorso anno;
– 244 riconoscimenti assegnati a testimonianza dell’eccellenza produttiva italiana;
– 102 Grandi Oli e 142 Grandi Oli Slow;
– 51 Chiocciole, riconoscimento alle aziende che interpretano al meglio i valori Slow Food;
– 228 oli del Presidio Slow Food degli olivi secolari;
– 106 aziende con ristorante e 170 con possibilità di alloggio, a conferma della volontà della guida di promuovere anche il turismo dell’olio e l’incontro diretto con i produttori.

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Giovani protagonisti contro lo spreco alimentare, a Città di Castello nasce la “Slow Food Bag”

Sono i giovani i veri protagonisti del progetto “Slow Food Bag“, l’iniziativa promossa dalla Condotta Slow Food dell’Alta Umbria per contrastare lo spreco alimentare e diffondere una nuova cultura del consumo consapevole. La campagna, che nei prossimi mesi coinvolgerà ristoranti e attività del territorio, punta ad incentivare una semplice ma significativa abitudine: quella di portare a casa il cibo e le bevande non consumati.

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente preso il Municipio di Città di Castello, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni di categoria e degli studenti coinvolti. Come spiegato dalla fiduciaria della Condotta, Roberta Nanni, il progetto si inserisce nella più ampia missione di Slow Food: considerare il cibo come un bene comune e promuovere un modello alimentare “buono, pulito e giusto per tutti”.



Secondo le stime, in Italia si sprecano oltre 550 grammi di cibo a persona ogni settimana, soprattutto tra le mura domestiche. Un fenomeno che richiede risposte concrete e condivise. “La Slow Food Bag – ha sottolineato Nanni – rappresenta uno strumento semplice ma efficace per ridurre le perdite lungo tutta la filiera”. Prezioso il ruolo del Comune, rappresentato dall’assessore Letizia Guerri, sue le deleghe alle Politiche Giovanili e ai Servizi Educativi, oltre che al Turismo, che ha evidenziato il valore collettivo del progetto.

“Abbiamo scelto di affrontare il tema dello spreco alimentare – ha detto – con senso di comunità, coinvolgendo istituzioni, scuole, associazioni e mondo del commercio”. Al centro dell’iniziativa, come detto, soprattutto i giovani. Gli studenti delle classi quarte dell’Istituto “Franchetti Salviani” – Indirizzo Grafica e Comunicazione, hanno partecipato a un concorso per la realizzazione del logo ufficiale della “Slow Food Bag”. Un’esperienza che ha unito creatività e consapevolezza sociale.

A distinguersi sono stati Sofia Cesari, Gregory Bianconi e Mattia Marmo (terzi classificati ex aequo), Celeste Malcangi (seconda classificata) e Lorenzo Baruffi, vincitore del concorso. Il suo progetto è stato scelto per rappresentare visivamente la campagna, accompagnato dallo slogan diretto ed efficace: “Se non lo mangi, portalo via!”.

“Una risposta straordinaria da parte dei ragazzi”, ha commentato la dirigente scolastica Valeria Vaccari, sottolineando il valore educativo dell’iniziativa. “Non solo hanno messo in pratica le competenze acquisite – ha detto – ma hanno riflettuto sul valore culturale del cibo e sulla necessità di non sprecarlo”.

Coordinati dalla docente Silvia Nucci, gli studenti hanno prodotto ben 44 elaborati, dimostrando sensibilità e attenzione al tema. Soddisfazione anche da parte della coordinatrice del progetto per Slow Food, Liliana Mascolo, che ha invitato istituzioni e operatori economici a fare rete per garantire il successo dell’iniziativa.

Un appello raccolto con entusiasmo dalle associazioni di categoria, tra cui rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio e FIDA, che si sono impegnati a promuovere attivamente la campagna tra ristoratori e commercianti. La “Slow Food Bag” si prepara così a diventare non solo un oggetto utile, ma un simbolo concreto di responsabilità e cambiamento, guidato dall’energia e dalla consapevolezza delle nuove generazioni.

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