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A “Oro Verde dell’Umbria” Slow Food assegna il Premio “L’Umbria del Cantico”

Si è svolta martedì 17 marzo, presso il Convento di Monteripido a Perugia, luogo francescano di esemplare bellezza, la cerimonia di premiazione di “Oro Verde dell’Umbria“, tra i più autorevoli riconoscimenti dedicati all’olio extravergine di oliva regionale.

Nell’ambito del concorso regionale promosso da Camera di Commercio dell’Umbria e collegato al Premio Nazionale “Ercole Olivario”, accanto ai premi per le diverse categorie (DOP, Extravergine) e al “Goccia d’Ercole” per le piccole produzioni, il segretario generale di Camera di Commercio Federico Sisti ha presentato la seconda edizione del Premio Slow Food Umbria dedicata quest’anno a “L’Umbria del Cantico” in omaggio al VII Centenario del transito di San Francesco.

Il Premio Slow Food Umbria è andato all’Azienda Agricola Clarici di Foligno, “per il suo impegno nel recupero, nella cura e valorizzazione culturale delle varietà autoctone con la produzione di olio extravergine di qualità attraverso la pratica dell’agricoltura biologica, essenziale per tutelare la biodiversità e il paesaggio olivato dell’Umbria, in particolare quello collinare tra Spello e l’Abbazia di Sassovivo, di alto interesse storico-ambientale e di assoluta bellezza. 

Dell’azienda familiare che ha oltre 150 anni di tradizione, la nuova generazione con Elisabetta e Pietro Clarici è riuscita a cogliere e attualizzare non solo lo spirito d’impresa ma soprattutto il legame essenziale e il rispetto per il territorio, facendo della storia che li ha preceduti le radici su cui portare avanti una visione contemporanea di sostenibilità e di giusto valore del lavoro come scelta possibile”.

Una menzione speciale è andata poi ad altre due aziende, due storie altrettanto significative, che si sono segnalate per l’impegno nella conservazione e il rilancio del patrimonio botanico, agronomico e produttivo, ma anche nella trasmissione dei valori culturali di un ambiente naturale di eccezionale qualità che fondano l’identità dei territori.

Si tratta dell’Azienda “Agricadd” di Claudia Pompilj, a Giano dell’Umbria, che conserva l’olivo millenario di Macciano ed esemplari secolari della cultivar San Felice, e dell’Azienda “La Montagnola” di Vittoria Iraci a Torgiano che tuttora produce da olivi secolari di varietà autoctone.    

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“Coltivare il Futuro”. Un’alleanza per il cibo, l’ambiente e la comunità

Giornata significativa, quella di venerdì 27 febbraio, per Slow Food Alta Umbria che ha partecipato alla firma per il rinnovo del Protocollo d’Intesa nato nel 2022 e che oggi si presenta con un nome nuovo e ancora più evocativo: “Coltivare il Futuro“. Un titolo che racchiude una visione condivisa e un impegno concreto verso cibo buono, tutela dell’ambiente e coesione sociale.

L’alleanza coinvolge anche il Comune di Umbertide, l’Usl Umbria 1, il Campus “Leonardo da Vinci”, l’Istituto “Patrizi – Baldelli – Cavallotti” di Città di Castello, l’Istituto Comprensivo Umbertide – Montone – Pietralunga, la Direzione Didattica 1° e 2° Circolo di Umbertide, i Molini Popolari Riuniti, l’A.S.A.D. e la Cooperativa Agricola Sociale “Il Nido dei Pettirossi”.

Con il rinnovo del Protocollo si sono uniti ufficialmente anche i Comuni di Lisciano Niccone, Montone e Pietralunga, rafforzando ulteriormente una rete che negli anni si è trasformata da semplice documento formale a percorso tangibile e partecipato. Dal 2022 ad oggi, il Protocollo ha dato vita a oltre 50 iniziative tra scuole e comunità locali. Tutti i partner, lavorando in sinergia, hanno promosso:

  • corsi di formazione nelle scuole con esperti del settore agricolo;
  • laboratori pratici presso la Serra Comunale di Umbertide, con strumenti e metodologie che rendono l’agricoltura accessibile e inclusiva;
  • eventi di sensibilizzazione dedicati alla cura dell’ambiente, al benessere e alla salute;
  • percorsi educativi e formativi per valorizzare l’identità territoriale e rafforzare il senso di comunità.

Un impegno che traduce in azioni concrete il principio caro a Slow Food Italia: promuovere un cibo “buono, pulito e giusto”, capace di tutelare biodiversità e tradizioni locali. In occasione della firma, l’A.S.A.D. ha realizzato materiali in carta riciclata, tra cui un originale “Kit di coltivazione dei semi antichi”, custoditi dalla Serra Comunale.

Il kit è stato progettato utilizzando la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), una modalità che impiega immagini e supporti visivi per facilitare la comunicazione funzionale, rendendo l’esperienza accessibile anche a persone con difficoltà comunicative. Un gesto simbolico ma concreto, che unisce sostenibilità ambientale e inclusione sociale.

A suggellare la giornata, Slow Food Alta Umbria ha donato una bag riutilizzabile del Mercato della Terra di Umbertide, mentre il buffet conviviale è stato offerto dai produttori locali e preparato dagli studenti e dai docenti dell’indirizzo alberghiero dell’Istituto “Patrizi – Baldelli – Cavallotti” di Città di Castello.

Un momento di condivisione autentica, che ha rappresentato lo spirito dell’iniziativa: mettere insieme competenze, energie e passioni per costruire un futuro più sostenibile. Coltivare il futuro significa, oggi più che mai, seminare benessere, salute, inclusione sociale e tutela dell’ambiente. Un percorso che l’Alta Umbria ha scelto di intraprendere insieme, trasformando la collaborazione in comunità e la visione in azione concreta.

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“Slow Food in Bottega”: a Perugia un pomeriggio che sa di casa, tradizione e comunità

Venerdì 6 marzo, a partire dalle 17, nel cuore del capoluogo umbro, la RistoBottega “Le Bontà di Perugia” aprirà le porte al civico 14 di Via della Corgna per un pomeriggio dedicato ai sapori autentici, alle storie di territorio e alla convivialità. Un appuntamento promosso dalla locale Condotta Slow Food, che promette di essere molto più di una semplice degustazione.

Il titolo scelto – “Slow Food in Bottega: un pomeriggio di eccellenze” – è già una dichiarazione d’intenti. Si parte con un gesto semplice, quasi simbolico: la merenda “come una volta”. Alle 17, l’assaggio del Pane 1540, accompagnato dai prodotti dell’Azienda Agraria “Castello Berniere”, riporta indietro nel tempo, quando il pane era racconto, identità, memoria condivisa. Un inizio lento, come suggerisce la filosofia Slow Food, che invita a riscoprire il valore delle cose fatte bene e con cura.

Ma la serata sarà anche occasione di festa. Alle 18, infatti, la bottega celebrerà un traguardo importante: l’ingresso nella Guida “Osterie d’Italia 2026”, nella sezione dedicata ai Locali Quotidiani. Un riconoscimento che premia non solo la qualità della proposta gastronomica, ma anche l’anima di un luogo che ha scelto di restare radicato nel territorio, valorizzando piccoli produttori e tradizioni locali. Un momento condiviso con la comunità Slow Food per brindare insieme a un percorso fatto di passione e coerenza.

Dalle 19.30 spazio alla convivialità, quella più piena e generosa. L’apericena propone un ricco tagliere artigianale, un primo piatto e un calice di vino al costo di 25 euro a persona, per un’esperienza accessibile ma curata, pensata per chi ama mangiare bene senza formalismi. Durante la cena, inoltre, si parlerà di farine insieme a Daniele Falchi per un approfondimento che aggiunge contenuto a ciò che spesso resta invisibile, riportando al centro materie prime e saperi antichi.

In un tempo in cui il cibo rischia di diventare consumo veloce e distratto, eventi come questo ricordano che mangiare può essere ancora un atto culturale, sociale, persino affettivo. Non solo degustazioni, dunque, ma incontri. Non solo piatti, ma storie. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria, segno di un evento pensato su misura, dove ogni presenza conta. Perché, in fondo, lo spirito Slow Food sta proprio qui: creare occasioni in cui il gusto si intreccia con le relazioni, e il tempo torna a essere un ingrediente prezioso.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
075.3724457

AGGIORNAMENTO: L’evento è rimandato a data da destinarsi.

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