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“Rigenerare territori, ripopolare comunità”. Agroecologia e neoruralismo come leve di sviluppo per le Aree Interne 

Due giornate di studio e confronto interdisciplinare, in programma giovedì 30 ottobre, dalle 9.30 alle 16.30, e venerdì 31 ottobre, dalle 9.30 alle 13, a Villa Paolina, sede CNR-IRET di Porano, dedicate alla rinascita delle Aree Interne tra Umbria e Lazio, dove il dialogo tra saperi antichi e nuove visioni di sostenibilità diventa occasione concreta per ripensare il rapporto tra uomo, territorio e comunità.

“Rigenerare territori, ripopolare comunità” è il titolo di un percorso di approfondimento che mette al centro agroecologia e neoruralismo come strumenti di rigenerazione sociale, economica e ambientale. L’obiettivo è quello di indagare come pratiche agricole sostenibili, innovazione sociale e politiche territoriali possano intrecciarsi per restituire vitalità ai paesi dell’entroterra, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio naturale e culturale locale.

Il workshop è organizzato in collaborazione con il Biodistretto Lago di Bolsena e si inserisce nel progetto AF4EU, dedicato alla rigenerazione territoriale e all’innovazione. Sarà questa l’occasione per condividere esperienze, rafforzare la rete delle comunità ed ascoltare esperti, tra questi anche il vicepresidente nazionale di Slow Food, Federico Varazi, in campo per costruire un dialogo tra mondi diversi ma complementari come quello della ricerca, dell’impresa, della cultura e della cittadinanza attiva.

Insieme per una riflessione collettiva sulle sfide e le opportunità che le Aree Interne rappresentano per il futuro del Paese: spazi dove sperimentare nuove forme di abitare, produrre e cooperare, in equilibrio con l’ambiente e le comunità locali. Perché rigenerare i territori significa restituire senso e valore ai luoghi, ripopolare le comunità vuol dire ricostruire legami, economie e orizzonti di vita condivisi. 

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Con Slow Food Alta Umbria al 45esimo Salone Nazionale “Bianco Pregiato” di Città di Castello

Città di Castello torna a celebrare uno dei simboli più preziosi del suo territorio: il Tartufo Bianco Pregiato, protagonista assoluto del 45esimo Salone Nazionale, appuntamento che richiama sempre appassionati, produttori e cuochi da tutta Italia. Sarà così anche venerdì 31 ottobre, sabato 1° e domenica 2 novembre. Dalle 10 alle 20, l’apertura delle varie aree espositive. Al Loggiato Gildoni, la mostra mercato delle eccellenza Slow Food del Centro Italia.

La Condotta Slow Food Alta Umbria porta nel cuore della manifestazione il progetto “Biodiversità in tavola: alla scoperta dei Presìdi e dei territori del Centro Italia“, un percorso esperienziale dedicato alla scoperta dei sapori autentici e delle storie che raccontano la ricchezza agroalimentare dell’Italia centrale.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici, promuovendo una cultura gastronomica basata su sostenibilità, qualità e condivisione. In linea con la filosofia di Slow Food, l’evento sarà un’occasione per riflettere sull’importanza di mangiare bene, giusto e pulito, favorendo l’incontro tra produttori, cuochi e visitatori in un clima di convivialità. Come sottolineano i promotori della Condotta Alta Umbria, “parlare di biodiversità significa raccontare persone, storie e territori che resistono al tempo, mantenendo vive tradizioni e saperi che rendono unico il nostro patrimonio alimentare“.

Durante i tre giorni del Salone, lo spazio Slow Food sarà animato da un ricco programma di degustazioni guidate, show cooking, incontri e laboratori del gusto, dedicati ai Presìdi e alle Comunità del cibo del Centro Italia. Ogni prodotto sarà raccontato attraverso storie, aneddoti e dimostrazioni pratiche, in dialogo diretto con i produttori. Tra le eccellenze umbre in vetrina il Mazzafegato dell’Alta Valle del Tevere, il Vinosanto da uve affumicate, la Fagiolina del Lago Trasimeno, il Sedano Nero di Trevi, la Lumachella Orvietana e la Fava Cottora dell’Amerino.

E non mancheranno i Presìdi delle regioni vicine: l’Anice Verde di Castignano, il Fico Lonzino e la Cicerchia di Serra de’ Conti dalle Marche fino al Caciofiore di Columella dal Lazio. Un viaggio sensoriale che mette in dialogo le diverse anime del Centro Italia, mostrando come la biodiversità alimentare sia una risorsa da tutelare e da gustare.

Cuore culturale dell’iniziativa sarà l’incontro dedicato a “Biodiversità e territori: esperienze e progetti a confronto“, una sessione aperta al pubblico in cui esperti, produttori e rappresentanti Slow Food condivideranno esperienze, progetti e buone pratiche di sostenibilità nelle filiere locali.
Un momento di dialogo che sottolinea la volontà di costruire reti e collaborazioni tra territori, rafforzando l’identità e il valore delle produzioni artigianali.


Il progetto è curato dalla Condotta Slow Food Alta Umbria e dalla Comunità dei Mille – Slow Food Umbertide, con il supporto di chef, tecnici ed esperti impegnati in attività di educazione e sensibilizzazione. Accanto ai Presìdi Slow Food, parteciperanno produttori locali come Burzigotti Tommaso (miele), Lo Zafferano di Francesco – Il Nido dei Pettirossi (ASAD), e l’Azienda Agricola Il Quadrifoglio di Ernesto Tiberi, custode dei formaggi a latte crudo della Valnerina.

Attenzione particolare sarà dedicata anche alla Comunità degli Olivi Originari dell’Alta Valle del Tevere, simbolo del legame profondo tra agricoltura, paesaggio e identità culturale. Con “Biodiversità in tavola”, Slow Food Alta Umbria porta al Salone del Tartufo non solo il gusto della tradizione, ma anche un messaggio: il cibo è un linguaggio di comunità, un atto di conoscenza e di rispetto per la terra e per chi la coltiva. Un invito a riscoprire la convivialità come strumento di incontro e consapevolezza, dove ogni assaggio diventa un racconto, e ogni prodotto un ponte tra passato e futuro.

Qui il programma dettagliato:

Per ulteriori informazioni:
www.biancopregiato.it

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Debutta “La Palomba”, rassegna enogastronomica itinerante nella terra di Transameria

Piatto fortemente identitario del territorio tuderte-amerino che affonda le sue radici nei secoli passati, la Palomba è la protagonista indiscussa dell’omonima rassegna enogastronomica promossa da Transameria Festival, Slow Food Media Valle del Tevere e Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale in collaborazione con Slow Food Umbria per valorizzare questo antico piatto dal sapore ancora attuale. Un festival che si lega al progetto di comunità di produttori, fruitori e visitatori di un territorio umbro naturalisticamente attrattivo ma anche ricco di tradizioni e sapori. 

La Palomba, alla ghiotta o alla Tuderte, o il Piccionaccio all’Amerina presuppongono una preparazione che è un vero e proprio rito. Si ripeteva, infatti, ogni anno in autunno e in inverno quando i volatili selvatici, o grandi piccioni, venivano catturati mentre attraversavano i territori boschivi, ricchi di lecci e macchia mediterranea, di questo lembo di Umbria per poi dirigersi nelle zone più a Sud del Mediterraneo a svernare. 

In programma, piatti elaborati, complessi e originali come i profumi e sapori del territorio, che verranno raccontati dai 25 ristoranti che hanno aderito – 15 tuderti e 10 amerini, qui l’elenco completo – nel corso di tre mesi, da sabato 1° novembre a sabato 31 gennaio. Ogni cuoco elaborerà un menù personale proponendolo e raccontandolo nel suo locale, come emblema del territorio. Filo conduttore e ispiratore è l’antica pietanza della palomba, attestata da documenti storici rintracciati presso l’Archivio Comunale di Todi. 

L’iniziativa, ideata dalla Comunità Slow Food Travel Transameria, nasce dalla collaborazione tra le Condotte Slow Food Media Valle del Tevere e Terre dell’Umbria Meridionale nell’auspicata prospettiva di far diventare questo appuntamento un’occasione annuale di coinvolgimento delle comunità locali e di engagement dei tanti visitatori della regione alla ricerca di sapori autentici e alla scoperta del territorio, attraverso i piatti della tradizione.

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