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“ItinerariInTour”, dall’Umbria a Bergamo per rinnovare il gemellaggio tra Condotte

Abbattere gli oltre 500 chilometri di distanza che separano Umbria e Lombardia per dare forma e sostanza al patto di amicizia stipulato dalla Condotta Slow Food Media Valle Tiberina – Comunità Transameria Slow Travel e la Condotta Slow Food Valli Orobiche di Bergamo. Questo lo spirito che muove otto bikers – tra cui la Chiocciola, Walter Nilo Ciucci – in partenza giovedì 24 luglio per restituire la visita dello scorso anno guidata da Giuseppe Cinardo e realizzata per presentare a Todi il meglio dei prodotti enogastronomici bergamaschi.

Dalle colline umbre alle Alpi Orobie, per quattro giorni pedaleranno tra prati stabili dove l’emblema della biodiversità coincide con la serenità di mucche libere di nutrirsi dell’erba che più gradiscono, fino ai verdi pascoli di alta quota dove resiste la pratica tradizionale dell’alpeggio per la produzione di formaggi buoni, puliti e giusti e fare così conoscenza diretta del territorio, delle sue produzioni agro-alimentari e soprattutto delle persone che le rappresentano.

“Racconteremo il nostro viaggio attraverso queste bellissime montagne italiane – affermano i bikers umbri – a bordo delle nostre bici, muovendoci lentamente e in silenzio nel rispetto di tutto ciò che ci accoglie. Porteremo l’Umbria in Lombardia insieme alla nostra amicizia che nasce dalla condivisione degli stessi valori, quelli in cui si identificano tutti i soci di Slow Food”.

Sarà questa la prima tappa di “ItinerariInTour“, progetto che prenderà forma in futuro tra Transameria Slow Travel Umbria e altre sedici regioni italiane che prevederà scambi culturali ed enogastronomici, sotto l’emblema della Chiocciola. Così come la cena di benvenuto con le eccellenze provenienti dal Cuore Verde d’Italia in programma all’Hotel Miramonti di Rota Imagna. 

Nel piatto antipasto a base di prosciutto, salsicce di cinghiale, capocollo e coppa accompagnati da torta al testo. Per primo ⁠strangozzi al rancetto, come secondo oca arrosto con patate e per dolce tozzetti e passito. I vini saranno quelli delle Cantine Sobrano e Tudernum Rojano. Costi: Soci Slow Food 30 euro, non ancora 35 euro, under 30 25 euro.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
348.8401439 – condotta@slowfoodvalliorobiche.it

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Cibo come memoria, Slow Food Terre dell’Umbria rievoca il Pranzo della Trebbiatura

Un tuffo nei sapori e nei ritmi di una tradizione antica e profondamente radicata nella memoria contadina italiana. Invita a compierlo la Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale con la rievocazione del Pranzo della Trebbiatura che avrà luogo domenica 3 agosto al Ristorante “C’era una volta in Amelia”, in vocabolo Stibi, ad Amelia. Appuntamento alle 12.15 con una piccola conferenza introduttiva a cura della professoressa Carla Pernazza, che aiuterà ad inquadrare periodo storico e usanze nel cuore dell’estate rurale. 

La trebbiatura, una volta momento cruciale del ciclo agricolo, segnava, infatti, la fine della mietitura e l’inizio di una fase di festa e condivisione, tra il profumo di fieno e il canto delle cicale. Dopo giorni faticosi passati nei campi, le famiglie contadine si riunivano intorno a una tavola imbandita, dove ogni piatto raccontava storie di fatica, ingegno e gratitudine per la terra. Oggi, con la rievocazione di quel pranzo, Slow Food vuole restituire dignità e valore a un patrimonio culturale che rischia di essere dimenticato sensibilizzando al tempo stesso sull’importanza della stagionalità, il rispetto della biodiversità, il consumo consapevole e la centralità del cibo nella costruzione delle identità.

Alle 13 in punto, avrà inizio il pranzo rievocativo pensato non solo come un’occasione gastronomica, ma anche come un momento comunitario di condivisione, prima di tutto dei valori che identificano l’associazione. Si inizierà con l’antipasto a base di supplì, brolio e panzanella, per primo pappardelle al ragù d’oca, per secondo pollo ruspante ai peperoni immaturi e, dulcis in fundo, l’immancabile zuppa inglese. Il tutto annaffiato da ottimo vino locale. È previsto anche un menù vegetariano. Il costo è di 32 euro (bevande incluse) per i soci Slow Food, 35 euro per tutti gli altri. 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 
339.3457862

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Slow Food Umbria all’Assemblea Nazionale dei Soci “Un’altra idea di mondo”

Visione e azione per un futuro sostenibile. E per mettere in pratica “Un’altra idea di mondo”, così come auspicato venerdì 11 e sabato 12 luglio al Palazzo della FAO di Roma in occasione dell’Assemblea Nazionale dei Soci di Slow Food Italia, dove non è mancato l’intervento del fondatore Carlo Petrini. Due giorni intensi di lavoro, confronto e partecipazione, che hanno coinvolto oltre 600 delegati provenienti da tutta la Penisola. Tra questi anche i 25 provenienti dalle 9 Condotte Slow Food dell’Umbria. 

L’incontro ha riconfermato un modello partecipativo fondato sulla diversità generazionale e territoriale. Barbara Nappini, rieletta presidente, accanto al vicepresidente amerino Federico Varazi, ha sottolineato “l’importanza della partecipazione, della rappresentanza democratica e della collettività come soggetto politico”. 

In questa occasione è stato approvato il Documento di Roma, una vera e propria dichiarazione valoriale che ridefinisce il cibo come artefatto culturale, relazione e pratica quotidiana, invitando a riscoprire la dimensione del piacere e dell’ascolto attivo. Tra i temi centrali, l’emergenza consumo di suolo – Slow Food richiede una legge che lo limiti drasticamente, puntando su campagne locali per recuperare immobili abbandonati e valorizzare il suolo agricolo, tutelando biodiversità e servizi ecosistemici – e il ruolo del cibo in scenari di guerra.

Alessandra Cannistrà, presidente di Slow Food Umbria, ha rilanciato l’azione dell’associazione regionale partendo dai territori e dalla valorizzazione della biodiversità culturale e agricola. “L’obiettivo – ha spiegato – è quello di creare una mappatura delle identità attraverso prodotti locali che raccontano la storia, il presente e il futuro delle comunità umbre. In particolare vogliamocoinvolgere i giovani nel recupero e nella cura del paesaggio rurale, valorizzando le loro energie e prospettive”. La proposta è quella di un’idea di paesaggio legata a biodiversità, bellezza e sostenibilità, promuovendo iniziative come prati stabili e aree agricole naturali, ecosistemi rurali tradizionali come la vite maritata e ancora presidi di olivi secolari, con attenzione alla Fascia Olivata Assisi-Spoleto, riconosciuta proprio dalla FAO come sito agricolo di valore mondiale.

Avvertita la necessità di progetti per evitare l’abbandono degli oliveti storici, favorire il ritorno dei giovani alla terra e contrastare l’agricoltura intensiva, proponendo un modello di sviluppo basato su biodiversità, memoria e sostenibilità. Slow Food Umbria ha auspicato che questa visione venga riconosciuta anche a livello normativo, dato il ruolo strategico che può giocare nella valorizzazione culturale e paesaggistica del territorio. 

Preziosa la testimonianza portata da Gabriele Violini, responsabile Mercati della Terra (Alta Umbria), che ha illustrato il progetto “Mercato della Terra per tutti”, nato ad Umbertide, con l’obiettivo di unire inclusione sociale e agricoltura sostenibile, coinvolgendo tre realtà locali: il Mercato della Terra attivo dal 2010, il Centro Diurno “Arcobaleno” per giovani con disabilità e la Serra Comunale “Orti Felici”.

“Questa iniziativa – ha spiegato – ha permesso ai ragazzi del Centro di vendere i propri prodotti al mercato, acquisendo competenze, autonomia e valorizzazione personale. Questo ha generato entusiasmo nella comunità locale e ha portato alla nascita di collaborazioni con scuole, istituzioni e aziende, come il progetto Orti e Pollai che ha ricevuto il Premio all’Inclusione dall’Università degli Studi di Foggia. Successivamente è nato Orto a Casa, un servizio di consegna a domicilio con bici elettrica, finanziato tramite raccolte fondi e cene solidali. La Condotta Slow Food locale ha giocato un ruolo chiave, creando una vera comunità attorno ai valori del cibo buono, pulito, giusto e dell’inclusione sociale, con uno spirito di advocacy e partecipazione collettiva”.

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